Rispondo all’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali( sig. Gino Mecca) e lo ringrazio perché finalmente sono state chiarite le ragioni per le quali il sacerdote congolese Telesphore Kabanda Kamona non e stato riconfermato nell’incarico di vicario parrocchiale nel comune di fano Adriano.
È l’omessa dichiarazione di “buona condotta” che ha determinato la non permanenza del sacerdote nella nostra comunità.
Ma la buona o cattiva condotta non dovrebbe invece essere valutata da coloro che quotidianamente vivono l’esperienza di fede con il proprio sacerdote?
Vengono allora alla mente le piccole incomprensioni sorte con l’amministratore parrocchiale don Filippo Lanci che in più occasioni ha mostrato accanimento per il sacerdote congolese puntualmente ripreso ogni qualvolta questi prendeva iniziative, beninteso nell’interesse della comunità, senza preventivamente avvisare il parroco.
È nata così una sorta di gelosia e di vendetta che ha spinto il parroco a riferire al vescovo mons. Michele Seccia ed allora quale migliore occasione (la firma della convenzione) per sbarazzarsi di questo ingombrante sacerdote?
Quindi, don Telesforo e stato bocciato per cattiva condotta, senza prova di appello, un po’ come quando frequentavo 50 anni or sono le scuole di ogni ordine e grado.
Ma se così si sono svolti i fatti ed i misfatti, e di questo ne sono certo, c’era veramente bisogno di acconsentire al viaggio in Congo,a sue spese, per ottenere una firma che già si sapeva che non sarebbe mai arrivata?
Perché non si e avuto il coraggio di affrontare il sacerdote e di motivare le ragioni per le quali la sua presenza non era più tollerabile?
Sono questi i comportamenti di menti pusillanimi che non hanno avuto il coraggio delle proprie azioni ma che hanno usato malefici per il raggiungimento dei propri scopi.
Alla larga da tali presenze!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Un parrocchiano
Angelo Chiatti
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