Caro Don Telesphore,
la presente lettera é una doverosa replica alla tua del 7 gennaio scorso, che pur specificamente destinata al Vescovo, mi chiama in causa.
Sono Paolo Trentini, che è stato legato a te nella triplice veste di tuo parrocchiano (Parrocchia di Pietracamela), di tuo amico e di referente medico nella sede di guardia medica di Fano Adriano.
Non e' mia intenzione evidenziare contraddizioni nel tuo scritto: ad un'attenta lettura si palesano; tantomeno controbattere con argomentazioni tutelate dal segreto professionale. Vorrei piuttosto biasimare il tuo vittimismo che evidenzi con il carattere di scrittura grassetto e sottolineato.
Affermi amareggiato, di essere stato abbandonato da tutti: durante la lunga nevicata dello scorso inverno sei rimasto bloccato in casa come, tutti gli altri montanari,
ma in una casa confortevole e ben riscaldata ( a spese dei parrocchiani).
Negli altri tuoi isolamenti, sai benissimo di essere stato cercato al telefonino, che mantenevi spento, sulla linea fissa che squillava invano e tantomeno hai aperto la porta quando suonava il campanello di casa. L'isolamento che riferisci e lamenti, e' stata sola e tua deliberata scelta, che posso comprendere con le competenze mediche e giustifico con la carità cristiana. Ma avendo argomentazioni oggettive per poter controbattere queste tue affermazioni, nutro seri dubbi anche sulle altre, che non sono di mia competenza, ma rientrano piuttosto nei valori della tua scelta sacerdotale.
Mi riferisco principalmente all'obbedienza e all'onestà degli intenti: scrivi come se fossi stato un prete della nostra Diocesi ingiustamente allontanato dalla sua Parrocchia e invece sapevi dall'inizio, lo sapevamo tutti, che la tua presenza in mezzo a noi sarebbe stata comunque limitata al tempo necessario per finire gli studi.
Stimandoti sempre come pastore predicatore, ti formulo i miei più sentiti e
sinceri auguri.
Paolo Trentini
Commenta
Commenti