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Tercas: Il Metodo Di Matteo...seconda puntata

di Giancarlo Falconi
5 minuti

La seconda puntata sul metodo dell'ex Direttore Generale Tercas, Antonio Di Matteo, è solare.
Talmente solare che ho deciso di scriverla con gli occhiali da sole.
Senza dare sole ai lettori e senza sentirmi solo.

Le suole mi servono per battere i marciapiedi ed ascoltare le fonti.

Il 29 Novembre 2007 in piena era Di Matteo, in Tercas viene deliberata la nomina a dirigente, del dipendente Gianni Antonucci, nello specifico con il ruolo di Responsabile dell’Area Pianificazione Strategica, Risk management e Compliance.
Quanta luce.

Ora seguitemi bene in questo viaggio tra i pannelli fotovoltaici.

C’è tanto odore di Famiglia.



Si parte dal 2005.

Esiste una società la Kaitech.
La magistratura aveva analizzato i fondi dell’azienda per via della presunta presenta di Vito Ciancimino, che avrebbe investito quasi 2 milioni di euro.
Camilleri ( ex sindaco di Palermo per 22 giorni poi dimissionario, morto di recente nel Aprile 2013), proprietario di Kaitech e amico di Ciancimino, uscì indenne dall’inchiesta della Procura e con una fusione con la Eurinvest Energia, diede vita alla società KR Energy.
Era il 2007 e tutto sembrava roseo grazie alla presenza di notevoli garanzie bancarie.

Intesa San Paolo e Deutsche Bank.
Miccichè e De Bustis.



Nel 2008 nasceva la Kr Energy la cui controllante, Eurinvest Finanza Stabile aveva una quota del 69%, attraverso due imprenditori dal lungo curriculum, Gaetano Tedeschi e Gilberto Gabrielli.

Il paragrafo delle Holding Lussemburghesi mi ricorda la storia di Gavioli ex Ad della Teramo Ambiente, ora agli arresti domiciliari.

Gaetano Tedeschi per i suoi conti si avvaleva di una holding lussemburghese che curava quasi tutte le sue operazioni.

Stessa cosa per Camilleri.

Occhio al prossimo passaggio.
La società veicolo che era entrata in Kr Energy era la EnCap srl
.
Dietro alla Encap srl si segnala, tra l’altro, la Ag Real Finance che aveva come Amministratore Unico Gianni Antonucci.
Lo stesso Antonucci nell’anno di uscita da Tercas, fu nominato Amministratore delegato di Kr Energy.
Oggi cessato.



Il cerchio si chiude?

Non ancora.

In quegli anni, in Sicilia fu effettuta l’operazione antimafia chiamata Eolo.
Vi ricordate?

C’era il boss di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro, che aveva deciso di investire nelle rinnovabili e un noto professionista, Vito Nicastri. 

Chi è Vito Nicastri.?
Si legge su Sicilia Informazioni http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/38854/chi-e-vito-nicastri-il-signore-del-vento

Vito Nicastri, il ‘signore del vento’, come definito dal Financial Times, è stato indicato dai magistrati come ‘vicino’, addirittura il prestanome di Messina Denaro. E per questo, già in passato gli avevano sequestrato beni per un miliardo e mezzo di euro. E a ben guardare fra le carte di società, anche con sede nel misterioso Lussemburgo, (ma pure ai rapporti d’affari fra suoceri, cognati e generi) non è difficile scovare singolari collegamenti con imprese e nomi vicini anche alle attività del palermitano Vito Ciancimino. Ma non c’è da stupirsi se si considera che l’energia, soprattutto la metanizzazione, tra gli anni ’80 e ’90 ha visto le società di don Vito interessarsi alla metanizzazione di Caltanissetta, Alcamo e a svariate opere nel territorio di Palermo.
Questo dice di Vito Nicastri la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere
L‟operazione cosiddetta “Eolo”, condotta dalla Guardia di Finanza a Mazara del Vallo (Tp) ed in altri Comuni della provincia di Trapani tra gli anni 2003 e 2007 disvela oscuri intrecci tra imprese corruttrici operanti nel ramo energetico nazionale dell‟eolico e dipendenti pubblici corrotti, sotto l‟attenta ed onnipresente regia dell‟organizzazione mafiosa “cosa nostra”.

Scrive Fabrizio Gatti sulle pagine de L’Espresso “Stefano Rizzi, 48 anni, genovese residente a Montecarlo. È l’amministratore unico di una società con capitale in Lussemburgo, la Is Arenas renewable energies, che vorrebbe costruire una piattaforma eolica proprio davanti alla spiaggia gioiello di Is Arenas, vicino a Oristano. Rizzi è anche socio in provincia di Bergamo di un’azienda del gruppo K. R. Energy di Milano, che nel 2008 a sua volta si è fusa con la Kaitech spa. Secondo un’interrogazione alla Camera presentata lo scorso ottobre dall’ex presidente della Regione Mauro Pili (Pdl), nelle casse della Kaitech sarebbero passati soldi del tesoro dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino. L’inchiesta della Procura di Palermo è del 2005. In quell’anno presidente del consiglio di amministrazione della Kaitech è Stefano Camilleri, sindaco di Palermo nel 1984 e dimissionario dopo appena 22 giorni".


Vito Nicastri era socio con il 3% della Soleagri società controllata dalla KR Energy.
Almeno per un certo lasso di tempo.

Tedeschi aveva il 35% di Soleagri, Solon il 15% e Nicastri il 15.
Il restante 35% era in mano a Antonino Scimeni, che fu arrestato dalla Guardia di Finanza per essere stato il capo di un’organizzazione dedita alla truffa e false fatturazioni con una società con sede a Panama, Isole Vergini e San Marino.

Esatto, San Marino. Torna sempre…
Tutto porta  a San Marino.
Tutto.
Il grafico continua...
…e non finisce qui….



Fonte: Paolo Fior http://www.cronache.org/
              Fabrizio Gatti  L’Espresso
              Sicilia Informazioni

 

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Commenti

Mi è scoppiato il mal di testa, non tanto per gli intrecci che ci sono, ma per lo schifo...Ormai è assodato, in Italia, dove ci sono soldi ci sono sempre corruzione e mafia, ed è assodato anche che noi italioti (italiani-idioti) ci beviamo tutto, ci giriamo sempre dall'altra parte facendo finta di non sapere, pronti, però, a sfoderare le unghia per fare la fila ai megastore ed accaparrarci l'ultimo telefonino alla moda con il 2% di sconto.
BUONGIORNO DIRETTORE. questa seconda puntata che la intitolerei " un mafioso per amico" mi fa nuovamente esclamare.............MECOJONI ! ! ! anzi ....miiiinchia ! ! !direttore, ma la mafia non esiste! come non esiste la fatina turchina o le pietre assassine. cosa nostra è solo un modo di dire, le ragazze illibate di Monreale definiscono "cosa nostra" la loro intima parte anatomica .tuttavia è interessante l'abilità architettonica e finanziaria di alcune persone perbene e amanti della legalità , quasi filantropi, ....nei confronti di celebrità e uomini d'onore! se fossi morto comincerei a rivoltarmi nella fossa. caro direttore come dicono a marsiglia.......bravò, bravò, bravò !
Art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (approvato con d. lgs. 42 del 2004, novellato con i d. lgs. nn. 156 e 157 del 2006 e poi con i d. lgs. nn. 62 e 63 del 2008) è la prima legge organica in cui patrimonio e paesaggio vengano inclusi dentro la medesima cornice. Vi sembra normale che dal 2004, pur esistendo un Codice per il quale Paesaggio Italiano va tutelato come un quadro di Raffaello o una scultura di Michelangelo, inizia l'assalto del fotovoltaico alle campagne. Anche le bellissime colline teramane, più drammatiche in senso positivo rispetto alle toscane, evidenziano quà e là lo scempio compiuto. Come fa un Sindaco a pavoneggiarsi di promuovere la cultura e l'immagine del proprio territorio, se lo stesso è sfregiato dai campi di fotovoltaico? Di due una è la risposta: o è un ignorante o è interessato per fini personali.
Fotovoltaico..., Tercas..., Di Matteo..., possibili ma mai ottenuti finanziamenti per investimenti nel fotovoltaico da parte di una fantomatica società con un teramano+2 fratelli campani..., Teramo basket... C'è qualche relazione....?!?
Le assunzioni clientelari?
Guardate ke il Capasso arrestato è solo un caso di omonimia con quello che stava a Teramo!