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Tercas: Il Metodo Di Matteo...prima puntata

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Mettetevi comodi.
Questa è la prima puntata di una soap opera bancaria, che attraverserà le vanità umane, le miserie popolari ed economiche, per arrivare alle corti dei grandi immobilieri.
La Banca è mobile.

Questa è la storia di un crack finanziario che ha un'origine in comune con l'eco che diventa l'ego di un sistema.
L'ultima puntata è stata dettata dall'ex Direttore Generale Antonio Di Matteo, che ha corteggiato il Governatore Chiodi con una velata, vedo e non vedo, querela per diffamazione.

Che cosa avrebbe detto di così coraggioso, il pavido Presidente della Regione Abruzzo?
Leggiamo da Il Centro "Dal 2006 un miliardo di euro di crediti è stato erogato fuori regione. Buona parte di questi non sarebbero recuperabili, ed è come se fossero titoli tossici'.

Caro Di Matteo, può aggiungere anche il nostro nome alla sua denuncia? 
Noi siamo d'accordo con Gianni Chiodi.
Si.

Numeri.
Correva l'anno e senza fiatone del 2004, quando la Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, detta per gli amici la Tercas, aveva 610 milioni di euro di liquidità e 28 milioni di obbligazioni.
Poi l'avvento dell'ottimo Di Matteo. L'Uomo del salto in alto.

Altri numeri.
Un raffronto a tre anni?
Correva con due operazioni a cuore aperto, l'anno 2008 e la Tercas, mostrava  fiera meno 610 milioni di liquidità e oltre 400 milioni di obbligazioni.
La differenza fa il totale.
 

Nel pensiero di Gianni Chiodi si parla di pratiche e prestiti fuori regione.
Vediamo un primo esempio.
Un gruppo immobiliare che chiede un prestito alla Tercas per 12 milioni di euro.
Sette per estinguere un mutuo con un'altra banca.
Avete capito bene, un mutuo con un'altra banca.
Compreso?
Cinque per investimenti.
Le garanzie?
Le viisure nell'epoca non erano più nelle attente mani degli uffici interni dell'Istituto, ma in un valido professionista romagnolo.
Presentato, ovviamente, dal Direttore Di Matteo.

Risultato?
La società immobiliare estinse il mutuo con l'altra banca e gli altri 5 milioni di euro, si sciolsero al sole di un paradiso fiscale.
La cosa bella?
Che i protagonisti della vicenda si conoscevano da ogni tempo come in una vera telenovelas.
Parliamo di Piattelli ex direttore commerciale Tercas, Sacrati ex patrono della Fortitudo, Di Matteo, Jaroszuk.

I controlli?
Quali?
Vi dobbiamo ricordare le sanzioni della Banca d'Italia?
Di Matteo  240 mila euro, l' ex presidente Nisii 198 mila euro,  il vice presidente Mario Russo 120 mila euro e poi a scendere.

Appunto...il controllo, dicevamo.

...e non finisce qui...



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Commenti

...a quando la seconda?
Complimenti per la prima puntata; spero ne seguano tante altre così da smascherare finalmente i veri responsabili di questo disastro annunciato!
PENSIERI LIBERI..............un miliardo erogato? fuori abruzzo?....... MECOJONI!! allora vuol dire che questi galantuomini sono venuti a vendemmiare nella vigna dei COJONI!!!.....ma i membri del C.d.A. di allora e i membri dell'allora collegio sindacale non sembrano persone poco avvedute che non riescono a prevedere le conseguenze dei propri atti per insufficiente intelligenza; almeno dai rispettivi" pedigree" non sembrano proprio dei COJONI, anzi tutt'altro.....e allora ??????? MECOJONI ( in italiano : caspita!) un miliardo di euri! non ci pensiamo, andiamo a fare merenda con la mortadella di Campotosto alias COJONI di mulo o più elegantemente ostriche di prateria.
La Tercas? Quei tizi che vendevano titoli tossici? (Cirio ad es.?) Se n'arcurdò presht Banghitaglie d' cundrullà... (analisi oggettiva dei fatti con un pizzico di acida ironia). Mi fermo qua. Saluti, anzi no "Buona Fortuna"!
...e purtroppo non è cambiato ancora nessuno e nulla da quei fatti gravissimi!!! questo è il vero rammarico! è giusto che fuori si sappia xchè dentro, tutti sanno tutto!
Ma scusate...tutti quelli che adesso dicono "io lo sapevo" dov'erano allora? Non ricordo nessuna fila alla Procura della Repubblica per denunciare tali efferatezze ne' tantomeno, come evidenziato da altri, nessuna banca d'Italia a controllare. se non ricordo male, invece, nel 2008 l'ispezione dell'isituto di Vigilanza si e' concluso con un nulla di fatto mentre le operazioni erano sotto gli occhi di tutti... Quindi: se erano palesi come tutti asseriscono oggi come mai nessuno le ha denunciate? Ed inoltre: qualcuno degli allora componenti del Consiglio di Amministrazione oggi se non sbaglio siede al Ruzzo ed il buon Falconi ne ha tessuto le lodi, nevvero? Facile denunciare oggi........mentre a quel tempo via tutti a mungere piaceri all'avvocato Nisii e a Di Matteo.
complimenti per la prima puntata Giancarlo! spero tanto che vengano presto fuori...ma non ci credo....anche i nomi degli altri che lo hanno aiutato a ridurre così una Banca che era il fiore all'occhiello dell'economia abruzzese: E se anche venissero fuori, come lo è stato per quelli ormai noti a tutti, anche loro, ahimè, la passeranno liscia.....è lo scandalo è proprio questo; buttano in galera qualcuno che per fame ruba al supermercato e questi...tutti quanti.....restano ai loro posti tranquillamente; quei pochi, forzatamente allontanati ...sono così carichi che se la ridono pure!!! Sarebbe questa la giustizia? E' questo l'esempio per i nostri figli, per le generazioni future? cosa impareranno da tutto questo? E' facile: impareranno che la scaltrezza, la furbizia, la politica, gli inciuci ed il potere sono le uniche armi in grado di dominare il mondo, tutto il resto forse servirà solo per sopravvivere. Ma possiamo mai accettare e digerire questo?