Mettetevi comodi.
Questa è la prima puntata di una soap opera bancaria, che attraverserà le vanità umane, le miserie popolari ed economiche, per arrivare alle corti dei grandi immobilieri.
La Banca è mobile.
Questa è la storia di un crack finanziario che ha un'origine in comune con l'eco che diventa l'ego di un sistema.
L'ultima puntata è stata dettata dall'ex Direttore Generale Antonio Di Matteo, che ha corteggiato il Governatore Chiodi con una velata, vedo e non vedo, querela per diffamazione.
Che cosa avrebbe detto di così coraggioso, il pavido Presidente della Regione Abruzzo?
Leggiamo da Il Centro "Dal 2006 un miliardo di euro di crediti è stato erogato fuori regione. Buona parte di questi non sarebbero recuperabili, ed è come se fossero titoli tossici'.
Caro Di Matteo, può aggiungere anche il nostro nome alla sua denuncia?
Noi siamo d'accordo con Gianni Chiodi.
Si.
Numeri.
Correva l'anno e senza fiatone del 2004, quando la Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, detta per gli amici la Tercas, aveva 610 milioni di euro di liquidità e 28 milioni di obbligazioni.
Poi l'avvento dell'ottimo Di Matteo. L'Uomo del salto in alto.
Altri numeri.
Un raffronto a tre anni?
Correva con due operazioni a cuore aperto, l'anno 2008 e la Tercas, mostrava fiera meno 610 milioni di liquidità e oltre 400 milioni di obbligazioni.
La differenza fa il totale.
Nel pensiero di Gianni Chiodi si parla di pratiche e prestiti fuori regione.
Vediamo un primo esempio.
Un gruppo immobiliare che chiede un prestito alla Tercas per 12 milioni di euro.
Sette per estinguere un mutuo con un'altra banca.
Avete capito bene, un mutuo con un'altra banca.
Compreso?
Cinque per investimenti.
Le garanzie?
Le viisure nell'epoca non erano più nelle attente mani degli uffici interni dell'Istituto, ma in un valido professionista romagnolo.
Presentato, ovviamente, dal Direttore Di Matteo.
Risultato?
La società immobiliare estinse il mutuo con l'altra banca e gli altri 5 milioni di euro, si sciolsero al sole di un paradiso fiscale.
La cosa bella?
Che i protagonisti della vicenda si conoscevano da ogni tempo come in una vera telenovelas.
Parliamo di Piattelli ex direttore commerciale Tercas, Sacrati ex patrono della Fortitudo, Di Matteo, Jaroszuk.
I controlli?
Quali?
Vi dobbiamo ricordare le sanzioni della Banca d'Italia?
Di Matteo 240 mila euro, l' ex presidente Nisii 198 mila euro, il vice presidente Mario Russo 120 mila euro e poi a scendere.
Appunto...il controllo, dicevamo.
...e non finisce qui...
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